In arrivo novità per la privacy e meeting su Zoom
Le novità riguardano la gestione degli account così come quella delle riunioni per consentire un controllo evoluto di quanto avviene durante un incontro su Zoom. Eccole:
aggiunta un’opzione che consente agli amministratori di disabilitare la possibilità di autenticazione attraverso l’accoppiata email-password costringendo gli utenti a utilizzare SSO (Single Sign-On) o altri metodi offerti dal servizio per il login;
gli amministratori possono inserire in una whitelist domini diversi dal proprio così che i partecipanti possano bypassare la sala d’attesa e unirsi direttamente al meeting;
gli amministratori possono disabilitare la possibilità offerta ai partecipanti di aggiungere annotazioni a una schermata condivisa, agendo in modo individuale, di gruppo o collettivo;
è ora possibile applicare il comando “Unmute All” per attivare il microfono a tutti i partecipanti in un colpo solo nei meeting che coinvolgono meno di 200 persone;
gli organizzatori e gli speaker dei webinar possono eliminare domande e commenti inviati tramite Q&A e chat durante gli incontri;
gli utenti e gli amministratori sono ora in grado di impostare per quanto tempo Zoom può salvare dati come log delle chiamate, registrazioni, messaggi vocali e trascrizioni.
Forte di una crescita importante registrata negli ultimi mesi, complice anche la corsa all’adozione delle soluzioni per smart working, didattica a distanza e comunicazione da remoto, Zoom si è trovata nella posizione di poter ampliare il proprio organico assumendo pezzi da novanta come Alex Stamos (ex Facebook), Velchamy Sankarlingam (ex VMware) e Damien Hooper-Campbell (ex eBay e Google) per migliorare la qualità e l’affidabilità del servizio offerto.









