
Enterprise innovation, il futuro del lavoro è sempre più mobile
Le sfide dell’Enterprise Mobility, dalla UniCreditTower conAstaldi,Comau,ACI,Nestlée Vimar. Il mondo dei CIO si confronta insieme aIDC Italia,Clusit,Citrix Italia,ColteVEM Sistemisui temi del mobile working, mettendo luoghi e modelli di lavoro al centro della Tavola Rotonda “Collaboration&SmartWorking” organizzata daData ManagereUniCredit Business Integrated Solutions. La tecnologia sta incidendo sui modelli di organizzazione del lavoro più di quanto la politica non sia stata capace di fare e ci sposta verso uno scenario di flessibilità personale che non ha più confini né di orario, né di luogo: volente o nolente, saremo tutti più flessibili. La strategia di molte aziende è da rivedere. Le differenze tra il mondo della “fabbrica” di produzione e quello dell’ufficio, tipico dei knowledge worker, restano, ma la tendenza è quella di disarticolare il luogo fisico del lavoro dal tempo del lavoro Lo scambio di informazioni abbatte i confini fisici. In questo modo si concepiscono nuovi spazi e nuovi modelli per ottimizzare i costi, ridurre i consumi e per favorire forme di collaborazione e una maggiore e diversa produttività, come ci raccontaAnna Maria Ricco, head of Real Estate Italy di UniCredit Business Integrated Solutionse come spiega Alberto Monterosso, marketing manager della divisione Voice Services diColt.
Il lavoro diventa smart, i protagonisti della Tavola Rotonda “Collaboration&SmartWorking”
La qualità degli spazi e la libertà dai tempi del lavoro si traduce immediatamente in qualità della vita con un impatto positivo sulla produttività dei lavoratori. E per questo non bisogna mai dimenticare di mettere al centro delle organizzazioni le persone – esorta Benjamin Jolivet, country manager di Citrix Systems Italia perché se «l’impresa può esser definita dal software, il lavoratore resta fattore umano imprescindibile».
Se l’integrazione delle piattaforme mobili con l’IT esistente, la sicurezza, l’ottimizzazione dei costi, la connettività sono le priorità che i CIO che devono affrontare, l’esigenza di prevedere gli sviluppi degli investimenti nel medio termine, rappresenta un elemento critico nell’adozione di nuovi modelli di mobilty. L’approccio strategico di lungo termine è diventato una caratteristica comune nelle imprese. La grande complessità di questa materia che implica avere in giro tanti device, tanti utenti diversi in luoghi diversi, avere in giro applicazioni, contenuti accessibili in modi differenti, rappresenta un grande mal di testa per tutti i CIO e implica fare scelte progettuali con una nuova visione dei modelli tecnologici a disposizione e anche un nuovo approccio al rischio. «Ma il problema della sicurezza IT non riguarda solo le grandi aziende e bisogna essere in grado di governare la frammentazione funzionale tra Information technology e operational technology» – avverte Stefano Bossi, amministratore delegato VEM Sistemi. E del resto «la tecnologia “smart” non deve diventare una trappola» avvisa Alessio Pennasilico di Clusit.

Lavorare in mobilità
L’arrivo nel mercato italiano degli smartphone è stato l’elemento disruptive. E gli smartphone sono al centro dell’ecosistema delle comunicazioni, dell’accesso ai contenuti e anche ai servizi attraverso le app, incidendo su una serie di comportamenti personali che per forza di cose sono diventati anche parte della vita aziendale fino a incidere sui processi di business. «Per tutti questi motivi l’enterprise mobility è molto di più che la gestione dei device» – spiegaDaniela Rao,TLC Research & Consulting director diIDC Italia. L’enterprise mobility rappresenta anche il nuovo paradigma del rapporto tra il modo di comunicare delle persone e le tecnologie dell’informazione.
Lavorare in mobilità e da luoghi diversi dalle sedi di lavoro assegnate, utilizzando device e servizi che permettono di accedere a Internet e di trasmettere dati attraverso la rete mobile, è parte dell’esperienza quotidiana di un numero sempre più importante di persone e aziende. È ormai evidente che questo fenomeno è destinato ad avere grandi impatti sui sistemi informativi aziendali.Anche in Italia, l’incremento del livello di mobilità degli addetti, del numero di device e delle applicazioni obbliga infatti le imprese ad affrontare nuove sfide e gestire questa entropia.
Rinunciare al controllo per mantenere il comando
Controllo e gestione delle informazioni in sicurezza restano i punti cardine, ma facilitare la collaborazione da remoto e in mobilità diventa sempre più «necessario». In Italia, la soluzioni per imobile worker sono in crescita e la mobilità non è più un “nice to have”. L’incremento del livello di mobilità degli addetti, del numero di device e delle applicazioni obbliga le imprese a gestire questa «entropia» del sistema.
Solo recentementele priorità sono cambiate e i CIO hanno iniziato a comprendere che è fondamentale avere strategie di enterprise mobility per dominare questo fenomeno inarrestabile. «Non esiste però una strategia univoca, adatta a tutte le imprese – spiega Daniela Rao – poiché gli aspetti su cui la mobilità impatta sono numerosi e molto diversificati: in quei processi di business dove velocità e precisione nello scambio di comunicazioni sono fondamentali per la competizione, l’adozione di una strategia di trasformazione ha impatti direttamente proporzionali ai benefici e coinvolge tutta l’organizzazione, dai sistemi informativi agli addetti, sino ai clienti.









